Immagine per la categoria Marisa Cuomo

Marisa Cuomo

Costiera Amalfitana

STORIA E FILOSOFIA DELLA MAISON MARISA CUOMO

Quella di Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo è una storia nella storia.

Le sorti di due individui che si intrecciano grazie al cuore, alla passione, alla terra ed al sole avendo come centralità nella loro esistenza le vigne di Furore, un paese delle meraviglie che domina il mare dall’alto, nella splendida cornice della Costiera Amalfitana.

Marisa nel 1980 riceve l’azienda in regalo di nozze da parte del suo futuro marito, da quel momento è diventata a tutti gli effetti “la donna nel vino”, come la definisce Andrea.

Il lavoro è tanto e faticoso, il territorio è impegnativo, i bei terrazzamenti lasciano senza fiato qualsiasi turista, per chi ci vive invece, la vite presenta alcune criticità soprattutto dal punta di vista gestionale-pratico.

È una viticoltura arcaica dove le viti centenarie, allevate a piede franco, crescono in orizzontale e sdraiandosi su roccia e terra, piombano a terrazze verso il mare.

Un patrimonio ampelografico unico, rappresentato da vitigni storici, presenti da sempre nel territorio senza mai essere stati trapiantati altrove.

Ripoli; Fenile; Ginestra; Piedirosso, localmente chiamato Per Palummo; sono solamente alcune delle varietà autoctone che affondano le loro radici nelle rocce dolomitiche, cogliendo appieno i benefici della brezza marina, del vento, del sole e dell’escursione termica, la quale conferisce, specialmente ai bianchi, un corredo odoroso di una finezza accattivante.

Dal 1995, la parte enologica è seguita da Luigi Moio, quella con Moio è una collaborazione di grande valore, che ha dato inizio ad una linearità produttiva di altissima qualità, infatti i vini raccontano la terra e il mare riflettendo l’annata di turno.

Quello delle condizioni pedo-climatiche del Furore è un altro aspetto di vitale importanza, soprattutto a causa della durevole ed estenuante siccità che ha colpito la zona nel 2003, dove sono stati 128 i giorni senza pioggia, nonostante questo la vite è riuscita ad attutire il colpo grazie proprio alla conformazione di un suolo capace di accumulare le riserve idriche, rilasciando quanto necessario nei momento di criticità.

Questo è uno dei tanti aspetti ambientali che ci fanno capire come in un territorio toccato da oggettive cirticità si possono ottenere dei vini di altissima qualità, dotati di una notevole capacità d’invecchiamento.

L’appellativo che è stato assegnato ai vini, che provengono da zone dove la viticultura diventa un atto eroico, è formato da due vocaboli: Vini Estremi che dovrebbe sintetizzare la peculiarità intrinseca di cui sono dotati, ma soprattutto traccia un’identità territoriale plasmante.

Che cosa c’è ad oggi dietro al marchio Gran Furor Divina Costiera?

Sicuramente c’è tanto amore e serenità.

C’è una famiglia che ha saputo dare una degna testimonianza del loro operato.

Ci sono 51 conferitori che coltivano le uve con grande passione e lungimiranza, ben sapendo che il lavoro contribuirà alla creazione di vini unici e rari.

E poi ci sono i vini, che appena versati nel bicchiere si raccontano da soli , mostrando un’anima pulita e sincera, come il loro terroir.

Filtra per attributo
  • Attualmente acquistato da:
  • Anno: 2011